Disuguaglianza – Non giudicate quando guardate i miei abbracci

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La B.Liver Arianna racconta la disuguaglianza silenziosa che si manifesta nei piccoli gesti d’amore tra donne: uno sguardo, un abbraccio, un contatto che viene spogliato del suo significato più puro.
"[...] quando ad esempio mi ritrovo ad abbracciare una donna, gli occhi delle persone che ho intorno si posano su quel gesto così privato e personale, fino a privarlo della sua intima essenza". Immagine realizzata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

Un abbraccio sotto giudizio: la disuguaglianza dell’affetto

Disuguaglianza. Una. Grande. Oppure tante? La vita dell’essere umano è costituita anche da questo: tante piccole e grandi disuguaglianze, la vita ne è intrisa. Ne esistono di milioni, vari gradi, centinaia di linee invisibili, ma molto spesse, che dividono esseri umani da altri esseri. Linee nette che tranciano, silurando anche possibilità e occasioni in ogni campo, per le più disparate ragioni, dalle più semplici alle più complesse: il colore della pelle, il rango sociale, il lavoro, l’appartenenza religiosa e tanto altro. Io non mi sento intrappolata in nessuna di queste. Ho la fortuna di avere un sacco di privilegi.

C’è solo un piccolo, insignificante dettaglio che mi tiene dall’altra parte della linea, la vedo dinanzi a me: è grande, rossa, invisibile. Un rosso acceso, come i divieti. Una linea che pare urlarmi ogni volta che provo a superarla, «No, tu non vai bene qui, spostati ancora un po’ in là». Si tratta dell’amore e dell’affetto. È un dettaglio piccolo, ma fondamentale.

Quando due persone provano affetto, quando due persone si amano, semplicemente, lo dimostrano in diversi modi: abbracci, contatto fisico, parole, condividendo sguardi. Io non mi sento libera nel fare questo, non perché non me lo conceda, o non mi avverta libera di farlo, ma nel vivere la mia affettività, quando ad esempio mi ritrovo ad abbracciare una donna, gli occhi delle persone che ho intorno si posano su quel gesto così privato e personale, fino a privarlo della sua intima essenza.

Quel gesto viene spogliato di tutto ciò che rappresenta per me: calore e presenza, e finisce per apparire ed essere percepito, anche da me, a volte, come qualcosa di sporco, qualcosa di non giusto e così, quel gesto semplice finisce al mio fianco, al di là della linea.

Finisce con il piangere aggrappato a me, perché non libero di mostrarsi per la sua reale essenza, perché privato del suo diritto di esistenza. Si tratta semplicemente di un abbraccio, ma viene additato e per molte persone non è solo un gesto. Molti ci leggono altro: c’è chi vede criticità, chi ci legge mancanza di pudore, altri ancora vedono infermità. Si tratta di questo: le donne sono libere di amarsi, ma lontane da specchi non ancora pronti a riflettere l’amore che può legarle.

Questo è ciò che appare a me. Vivo con molta fragilità questa parte della mia vita, proprio per questo. Mi sento costantemente sotto i riflettori, anche quando si tratta di sciocchezze o, meglio, di gesti semplici alla base di relazioni interpersonali, come un abbraccio. Mi domando come mai, quando due donne che si amano si abbracciano, debbano rinunciare a un momento intimo e si ritrovino gettate nel mondo, obbligate a gestire il loro affetto. È come se il mondo si fermasse e si prendesse la briga di togliere tutta l’intimità a quel gesto, così semplice, eppure intimo. Portando il mio esempio, spesso mi sono frenata durante un abbraccio, proprio per paura di essere osservata. Io vivo molto serenamente la mia sessualità, ma vivo molto forte il giudizio del mondo che mi circonda, durante semplici manifestazioni d’affetto, ad esempio.

Disuguaglianza. Abbracciare. Sembrano due termini opposti, eppure c’è una stretta correlazione. Spesso può capitare di incappare nel mostro «Giudizio» e finire a pensare, durante un abbraccio, «ma mi staranno fissando?», oppure «chissà cosa penseranno…». Questo è un meccanismo mentale che desidero scardinare. Non deve essere un mio problema, non voglio che lo sia. Desidero solo la libertà di abbracciare serenamente chi desidero.

– Arianna Morelli

Si tratta semplicemente di un abbraccio, ma viene additato e per molte persone non è solo un gesto. Molti ci leggono altro: c’è chi vede criticità, chi ci legge mancanza di pudore, altri ancora vedono infermità. Si tratta di questo: le donne sono libere di amarsi, ma lontane da specchi non ancora pronti a riflettere l’amore che può legarle.

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