Finali alternativi: Lauri’ tra i fili del Novecento
Lauri’ tra i fili del Novecento è un libro che racconta la vita della mamma dell’autore, Mario Rossi.
Laura nasce nel 1927 in provincia di Bergamo, dove vivrà con i genitori, una sorella e tre fratelli fino al 1936. Ha solo nove anni quando in pochi mesi muoiono per malattia prima la madre poi il padre. Laura e i fratelli conoscono la fame e la povertà. Finalmente i bambini più piccoli, Giuseppe, Laura e Luigi, sono accolti in orfanotrofio, purtroppo in tre diversi istituti.
Laura ora vive nel Conventino delle suore Ancelle della Carità, a Palazzolo sull’Oglio. È una bimba docile ma sveglia e nonostante tutto, serena. Oltre a frequentare volentieri la scuola, partecipa con le altre orfanelle alle incombenze quotidiane: la «questua» (lunghe camminate attraverso le campagne bresciane e bergamasche per chiedere l’elemosina ai contadini); il lavaggio della biancheria nei rivi del canale Sariola; la pulizia dei locali dell’istituto e il ricamo su commessa per i benestanti.
L’Italia entra in guerra, sono anni difficili, si soffre il freddo e il cibo non è mai sufficiente.
Laura lascia l’orfanotrofio al compimento del ventunesimo anno di età. Dopo aver lavorato come governante in una famiglia bresciana, viene assunta per gestire il guardaroba della clinica elioterapica di Desenzano. Lì conosce Mario, ricoverato per un periodo di cura. Si sposano nel 1952, ma dopo 50 giorni Mario muore travolto da un camion. Da poco sapevano di aspettare un figlio. Mario junior nascerà il 1° ottobre del ‘53.
Dopo la tragedia inizia uno scontro drammatico fra Laura e il suocero, a causa dell’impresa redditizia che Mario e alcuni suoi fratelli avevano avviato e che secondo la legge doveva essere destinata al nascituro. Laura è costretta a cercare lavoro e riparo con suo figlio presso l’orfanotrofio dov’era cresciuta. Qui il vivace Mariolino vive sereno, per Laura invece sono ancora anni di fatiche.
Nel 1961 tornano a Desenzano. Lei riprende il suo lavoro alla clinica; la sera fino a tarda notte ricama per pagare la retta del collegio che Mariolino frequenterà fino alla terza media.
Le traversie dell’esistenza condurranno Mario e Laura a trasferirsi a Verona nel 1968, dove infine si stabiliranno e dove le loro vite si intrecceranno con altre vite.
Negli anni ‘80, dopo il matrimonio di suo figlio e la nascita della prima nipote, Laura è felice di fare la nonna e di aiutare la famiglia sempre più numerosa. Dice con occhi luminosi: «Da un solo figlio, ben sei nipoti». Sono per lei anni gioiosi, nonostante le difficoltà.
Nel 2006 manifesta alcuni segni di decadimento cognitivo, nel 2008 in seguito alla frattura del femore il morbo di Alzheimer è conclamato. Continua però a vivere in famiglia, accudita e coccolata da figlio, nuora e nipoti. Nel 2011 un’ischemia la invalida totalmente e rende necessario il suo ricovero in una RSA. Un altro ictus e una seconda frattura al femore la costringono a letto paralizzata, cieca, muta, alimentata con la PEG.
Nuovo finale
Gli anni passano, le forze di Laura diminuiscono, ma lei continua a vivere serenamente in famiglia. Ora i nipoti sono grandi, sono loro ad aiutare lei e amano sentirla raccontare gli episodi di quando era bambina, gli scherzi alle suore, gli usi di un mondo contadino che non esiste più. Fatica ad accettare di non poter più lavorare, ma capisce che è giunto il momento di ricevere dopo aver dato tanto. Gli acciacchi a volte la costringono a qualche ricovero in ospedale, ma poi torna a casa e si gode le cure dei suoi cari.
I nipoti escono di casa, chi si sposa, chi fa esperienze all’estero, ma ogni tanto li sente o li vede. Affidata al Padre, come ha sempre fatto nella sua vita travagliata, attende di raggiungere i suoi cari in Cielo. Dopo aver compiuto novant’anni, una sera d’estate si addormenta e si risveglia in Paradiso, per raccogliere finalmente tutto il bene che ha seminato su questa terra.
Mario Rossi è mio marito, Laura è stata la mia amata suocera.
– Anny Saccomanni
“Affidata al Padre, come ha sempre fatto nella sua vita travagliata, attende di raggiungere i suoi cari in Cielo. Dopo aver compiuto novant’anni, una sera d’estate si addormenta e si risveglia in Paradiso, per raccogliere finalmente tutto il bene che ha seminato su questa terra.“