Finali alternativi: il processo di Josef K
Venne il giorno del processo.
Josef K era seduto su una piccola sedia, sovrastato dallo scranno del giudice Lobert che, battendo il martelletto, diede inizio alla seduta. Davanti a loro, l’avvocato della difesa, Huld, guardava l’imputato con gli occhi spenti e la mano sulla fronte. Il procuratore Hertz, invece, si alzò di scatto e cominciò a interrogare K:
«Può dirmi il suo nome e cognome?»
«Josef K».
«Lei è consapevole che il suo comportamento non ha affatto facilitato lo svolgimento di questo procedimento?»
«Così mi è stato riferito, anche se francamente dissentirei».
Un mormorio sorpreso attraversò il pubblico.
«Molto interessante. Mi spiega perché?»
«Non solo non sono in accordo con quanto ha detto poco fa, ma la ribalterei. Sono stato fin troppo corretto a presentarmi in aula senza sapere quali accuse mi siano state mosse».
Il brusio si fece più forte. Huld si passò la mano sul viso.
«Bene. Vostro onore, avete sentito?»
«Sì, proceda pure». La voce del giudice era distante.
«Ritiene che le accuse debbano esserle presentate per comparire in tribunale? Non è forse un dovere del buon cittadino?»
«Infatti sono qui».
«Ha appena detto che il tribunale le ha fatto una scorrettezza non presentandole le accuse».
Silenzio.
«Ebbene, ritengo di sì».
Il chiacchierio in aula aumentò, costringendo il giudice a richiamare l’ordine.
«Vi rendete conto di ciò che avete detto? Avete appena accusato l’intero sistema giudiziario del nostro Stato di parzialità e inefficienza».
«Non ho detto questo. Penso che ci possa essere stato un caso di negligenza, o che magari l’iter burocratico andrebbe migliorato».
Il brusio crebbe senza freni. Intervenne il giudice:
«Non si preoccupi, signor K. L’iter è stato rispettato in ogni sua fase. Avvocato Huld, ha ricevuto tutte le carte, è corretto?»
L’avvocato si alzò in piedi: «Corretto».
«Come valuta la situazione del suo assistito?»
«Io… ho faticato a impostare una linea difensiva, che è crollata alla luce della sua condotta in aula».
«Non la biasimo».
Riprese il procuratore:
«Ora che è consapevole del perfetto funzionamento del nostro sistema, è ancora convinto di aver subito una scorrettezza?»
«Non lo so. Avrei voluto conoscere queste accuse per valutarne la veridicità».
«Ah, lei vorrebbe sapere di cosa è accusato? E pensa persino di poter definirne la veridicità?»
«Ecco…»
«Le dico questo, signor K. Se lei è in questo tribunale, a seguito di indagini e giudizi preliminari, sia pur certo che ci sarà un motivo».
«E non potreste dirmelo?»
Un eco di stupore si levò dalla sala.
«A che serve?», rispose Hertz.
Ci fu un attimo di silenzio.
«A cosa dovrebbe servire, ai fini del processo? Avvocato, lei ha ben letto le carte, vero?»
Huld rispose: «Sì».
«E vede la solidità della base accusatoria, vero?»
«Cresce ogni minuto che passa».
Il procuratore si girò per un’ultima volta verso K.
«Lo chiedo un’ultima volta. Lei è ancora convinto di aver subito un’ingiustizia? Perché insiste nel voler conoscere la natura della sua accusa?»
«Perché… Credo sarebbe giusto».
«Non è vero. Sarebbe stato giusto informarsi sul contenuto delle leggi prima di compiere l’effrazione. Lei crede, in cuor suo, di poter valutare la giustizia meglio di chiunque altro. Ma se tutti quelli che hanno preso visione delle carte ritengono il suo un caso schiacciante, non le resta che arrendersi all’evidenza. O può coltivare la speranza di essere l’unico illuminato dalla vera giustizia, mentre tutti noi navighiamo nella nebbia dell’ignoranza? Ho concluso, vostro onore».
Il giudice riprese vita:
«Ha qualcosa da dire, avvocato Huld?»
«Francamente no», rispose l’avvocato.
«Molto bene. Questa Corte si ritira per decidere».
E sigillò la seduta battendo il martelletto.
– Riccardo Russo
“Sarebbe stato giusto informarsi sul contenuto delle leggi prima di compiere l’effrazione. Lei crede, in cuor suo, di poter valutare la giustizia meglio di chiunque altro. Ma se tutti quelli che hanno preso visione delle carte ritengono il suo un caso schiacciante, non le resta che arrendersi all’evidenza. O può coltivare la speranza di essere l’unico illuminato dalla vera giustizia, mentre tutti noi navighiamo nella nebbia dell’ignoranza? Ho concluso, vostro onore.“