Il Brigante in handbike: la Calabria che corre verso inclusione e accessibilità
Una Calabria più accessibile è possibile, ce lo dimostra il viaggio del «Brigante in Handbike», Salvatore Cristiano Misasi, che ha percorso in 12 giorni più di 500 chilometri, dimostrandoci che il limite più grande è il pregiudizio negli occhi degli altri, ma anche questo si può superare.
«Con questo viaggio mi piacerebbe far capire che se le barriere architettoniche venissero abbattute, almeno in parte, non ci sarebbe nessuna differenza sociale». Queste sono le parole lampanti, chiare e forti che presentano così, senza averne bisogno di altre, la personalità di chi le ha pronunciate e le afferma con coraggio: Salvatore Cristiano Misasi.
Cristiano è un giovane calabrese (27 anni) nato e cresciuto a San Lucido (Cs), ha un animo buono, una grande sensibilità e intraprendenza, che lo hanno spinto a realizzare grandi cose. Nonostante le difficoltà incontrate lungo il percorso, a causa della sua patologia, è riuscito a rendere quei limiti, per gli altri, dei trampolini da cui potersi lanciare e spingere verso un futuro con più diritti, dove l’indipendenza e l’autonomia non siano per pochi, ma per tutti.
Anche oggi lo sta facendo, proprio mentre leggete, alzando l’asticella, come gli piace pensare e fare spesso. In un mondo in cui spesso ci viene detto che se si è diversi si deve ottenere tutto con maggiore difficoltà, Cristiano decide di correre e prendere, con il vento in faccia, ciò di cui ha diritto e bisogno.
Dal 1° giugno è stato impegnato nel viaggio de «Il brigante in Handbike», seguendo il percorso della Ciclovia Parchi Calabria, e ha attraversato tutto l’Appennino Calabrese in 12 tappe e 12 giorni, partendo da Laino Borgo e arrivando, proprio il 12 giugno, a Reggio Calabria.
Un’accessibilità possibile, per tutti e di tutti
Un viaggio non solo per lui, ma come provocazione sociale e politica, sperando di poter far riflettere e agire sia le istituzioni che i cittadini su un tema a noi ancora poco conosciuto: l’accessibilità per tutti e di tutti.
Il 9 giugno, ha concluso la nona tappa, arrivando a Serra San Bruno, accolto con tanto affetto dal Sindaco Alfredo Barillari e molti cittadini, insieme anche ad alcune realtà commerciali come il Camping Bici & More, dove è stato accolto a braccia aperte da Bruno e Ilenia, per il suo soggiorno. Proprio al Camping ha avuto la possibilità di confrontarsi con il Primo Cittadino, neo-eletto, del comune di Spadola: Antonio Maria Rosso.
La tappa di Serra porta con sé un sapore diverso e un ritorno a «casa», dove tutto ha avuto inizio. Proprio percorrendo il nostro paese, circa 2 anni fa, perdendosi tra le strade di Serra e arrivando fino al viale Certosa, ha riflettuto su quanto l’accessibilità sia essenziale, anche per chi si trova in sedia a rotelle e voglia godere della bellezza di una passeggiata nella natura, o semplicemente voglia vivere in autonomia, non sentendosi escluso da una società che guarda solo in una via.
Da qui è nata la necessità e il sogno di poter percorrere in handbike tutta la Calabria attraverso i suoi parchi. Questo sogno si è concretizzato grazie al supporto e il sostegno di Fondazione Bullone, una realtà no profit, di cui Cristiano ed io facciamo parte.
Fondazione Bullone potrebbe essere descritta da noi B.Liver (ragazzi della fondazione) come un posto unico, speciale, che ti fa sentire visto, compreso e ascoltato; è stata creata nel 2012 da Bill Niada, noto imprenditore di Milano, dove la Fondazione ha sede e accoglie ragazzi provenienti da tutta Italia per partecipare alle sue attività.
Il focus della Fondazione è: giovani, salute, lavoro e inclusione, permettendo ai ragazzi con un passato di malattia di poter ricostruire una propria vita, e lo fa collaborando con diverse aziende e realizzando un giornale, scritto da noi ragazzi e da giornalisti professionisti, ma anche sostenendo le passioni di ogni persona, mettendola al centro.
Proprio come ha dichiarato Cristiano fin da subito e come ha fatto nei giorni dell’impresa, affiancato anche da altre realtà e associazioni (anche locali).
Cristiano non è solo una grande persona, ma è un «apripista» in quello che speriamo sia un tema che verrà trattato non solo oggi, ma anche domani da tutti noi cittadini: l’inclusività. Con il suo «viaggio del Brigante» ci ha dimostrato l’importanza del fare rete e di collaborare; lungo la strada ci ha lasciato tanto da raccogliere e coltivare, perché la Calabria può e deve essere anche questo.
– Giusy Scoppetta
“La tappa di Serra porta con sé un sapore diverso e un ritorno a «casa», dove tutto ha avuto inizio.
Proprio percorrendo il nostro paese, circa 2 anni fa, perdendosi tra le strade di Serra e arrivando fino al viale Certosa, ha riflettuto su quanto l’accessibilità sia essenziale, anche per chi si trova in sedia a rotelle e voglia godere della bellezza di una passeggiata nella natura, o semplicemente voglia vivere in autonomia, non sentendosi escluso da una società che guarda solo in una via. Da qui è nata la necessità e il sogno di poter percorrere in handbike tutta la Calabria attraverso i suoi parchi. Questo sogno si è concretizzato grazie al supporto e il sostegno di Fondazione Bullone, una realtà no profit, di cui Cristiano ed io facciamo parte.”